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Il caffè nei cocktail: Espresso Martini e ricette italiane

Il caffè nei cocktail: Espresso Martini e ricette italiane

Perché il caffè cambia tutto in un cocktail

Da oltre quindici anni lavoriamo con il caffè e sappiamo bene che non è soltanto il protagonista della tazzina del mattino: può diventare anche un ottimo ingrediente per drink e cocktail da fine cena.

Il caffè porta nel bicchiere caratteristiche molto particolari: amarezza, acidità, aromi tostati e una struttura capace di accompagnare distillati e liquori senza perdere la propria identità.

Uno degli errori più comuni è utilizzare un espresso troppo caldo. A contatto con il ghiaccio, infatti, aumenta la diluizione del drink e può comprometterne l'equilibrio.

La soluzione è preparare l'espresso fresco e lasciarlo raffreddare leggermente prima dell'utilizzo oppure, quando necessario, prepararlo in anticipo e conservarlo in frigorifero per poche ore.

Sul tema del caffè servito freddo abbiamo già scritto una guida dedicata: alcuni dei consigli sul raffreddamento possono essere utili anche nella preparazione dei cocktail.

L'Espresso Martini, fatto come si deve

È probabilmente il cocktail al caffè più conosciuto al mondo. Nato a Londra negli anni Ottanta, si basa sull'equilibrio tra vodka, liquore al caffè ed espresso.

Le proporzioni possono variare a seconda della ricetta e del gusto personale. Una buona base di partenza è utilizzare vodka, liquore al caffè ed espresso in quantità equilibrate, regolando eventualmente la dolcezza con una piccola quantità di sciroppo di zucchero.

Uno degli elementi caratteristici dell'Espresso Martini è la sua schiuma superficiale. Per ottenerla è importante utilizzare un buon espresso e shakerare energicamente gli ingredienti con abbondante ghiaccio.

Anche la scelta della miscela fa la differenza. Un caffè corposo e aromatico, con una tostatura medio-scura, riesce generalmente a mantenere meglio il proprio carattere anche a basse temperature e in abbinamento agli altri ingredienti.

Nel nostro caffè in grani e macinato può trovare diverse miscele adatte anche a questo tipo di preparazione.

Un altro aspetto importante riguarda l'estrazione. Un espresso eccessivamente lungo aggiunge più acqua al cocktail e rischia di diluirlo ancora prima della shakerata: meglio preferire un'estrazione corta e concentrata.

Le ricette italiane: shakerato, corretto e affogato

Molto prima della diffusione dell'Espresso Martini, in Italia esistevano già diversi modi di utilizzare il caffè insieme ad altri ingredienti, alcuni dei quali sono semplicissimi da riprodurre anche a casa.

Il caffè shakerato si prepara con un espresso, generalmente zuccherato, shakerato energicamente con ghiaccio fino a ottenere una consistenza fresca e cremosa. Nella sua versione classica è analcolico, ma può essere arricchito con una piccola quantità di liquore per trasformarlo in un piacevole fine pasto.

Il caffè corretto è ancora più semplice: un espresso accompagnato da una piccola quantità di grappa, sambuca, brandy o un altro distillato. Più che un vero cocktail, è una tradizione italiana in cui la qualità del caffè e quella del distillato fanno la differenza.

L'affogato al caffè unisce invece il gelato, solitamente alla vaniglia o alla crema, a un espresso versato al momento. A piacere può essere completato con una piccola quantità di liquore.

Per scoprire possibili abbinamenti per il caffè corretto e l'affogato può dare un'occhiata anche alla nostra selezione di liquori, distillati e bollicine.

Quale caffè usare e con quale sistema

Per preparare un buon cocktail al caffè non è necessariamente indispensabile una macchina professionale. Ciò che conta è ottenere un caffè concentrato, aromatico e adatto alla ricetta che vogliamo realizzare.

Con i sistemi Nespresso® e Lavazza A Modo Mio®, ad esempio, possiamo orientarci verso capsule dal profilo più intenso e corposo: a basse temperature e in abbinamento agli altri ingredienti, un caffè troppo delicato rischia di risultare meno percepibile.

Anche le cialde ESE da 44 mm possono essere utilizzate con ottimi risultati, soprattutto per preparazioni come il caffè shakerato.

Il caffè preparato con la moka può invece essere un'ottima scelta per l'affogato, mentre per un Espresso Martini dalla consistenza più cremosa è preferibile utilizzare un espresso, che offre una maggiore concentrazione e una struttura differente.

Se vuole capire meglio che cosa significano i numeri riportati sulle confezioni, abbiamo dedicato una guida alla scala d'intensità proprio a questo argomento.

Un'ultima nota sulle proporzioni: nel caffè corretto il liquore dovrebbe accompagnare il caffè, senza coprirne completamente gusto e aroma. Meglio iniziare con una piccola quantità e adattarla poi alle proprie preferenze.

L'attrezzatura minima e cosa si può evitare

Per preparare i drink di questa guida bastano pochi strumenti: uno shaker, un colino, un bicchiere ben raffreddato e una buona quantità di ghiaccio.

Il ghiaccio è uno degli elementi più sottovalutati. Cubetti piccoli o già parzialmente sciolti aumentano rapidamente la diluizione del cocktail; è quindi preferibile utilizzare ghiaccio ben compatto e appena tolto dal freezer.

Anche la temperatura del bicchiere contribuisce al risultato finale. Raffreddarlo prima del servizio aiuta a mantenere il cocktail alla giusta temperatura più a lungo e a preservarne meglio la consistenza.

Nel nostro reparto accessori e tazzine può trovare diversi prodotti utili per completare la Sua pausa caffè.

Se ha dubbi sulla miscela più adatta a una particolare preparazione, ci contatti: il team Maracatú è sempre a disposizione per consigliarLe la soluzione più adatta.

Anche il decaffeinato può essere una buona alternativa per un affogato o un cocktail da fine serata, quando si desidera mantenere il gusto del caffè limitando l'assunzione di caffeina.

Tre errori che possono rovinare un drink al caffè

Il primo è non filtrare correttamente il cocktail dopo averlo shakerato. I piccoli frammenti di ghiaccio rimasti nel bicchiere continuano a sciogliersi e possono modificare rapidamente l'equilibrio del drink.

Il secondo è scegliere un caffè poco adatto alla preparazione. Un profilo molto delicato o particolarmente acido può essere meno equilibrato in abbinamento ad alcuni liquori. Per questo, nei cocktail, preferiamo generalmente miscele più corpose e strutturate.

Il terzo è utilizzare un caffè preparato da troppo tempo. Con il passare delle ore l'espresso perde progressivamente parte delle proprie caratteristiche aromatiche e la capacità di contribuire alla tipica consistenza dell'Espresso Martini. Quando possibile, è quindi sempre preferibile prepararlo poco prima dell'utilizzo.

Per approfondire il tema della conservazione abbiamo raccolto diversi consigli pratici nella nostra guida alla conservazione del caffè.

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