La tazzina non è un dettaglio: forma, spessore e temperatura
Un esperimento che chiunque può fare
Prepari due caffè identici e li versi in due tazzine diverse: una di ceramica spessa, sciacquata prima con acqua calda, e una sottile presa dalla credenza.
Li assaggi a distanza di pochi secondi. Nella maggior parte dei casi la differenza si sente subito, e non è suggestione.
Il motivo è banale e per questo passa inosservato. Un espresso sta in venticinque o trenta millilitri di liquido. È una quantità così piccola che qualunque superficie fredda con cui entra in contatto le sottrae calore in modo percepibile, e la temperatura è la variabile che decide quali aromi arrivano al naso e quali no.
La tazzina è l'ultimo anello di una catena a cui abbiamo dedicato attenzione ovunque: miscela, macinatura, dose, pressione, acqua. Poi il caffè finisce in un oggetto scelto vent'anni fa perché era in tinta con il servizio da tè.
Lo spessore governa la temperatura
Un espresso esce dal gruppo caldo e si raffredda in fretta, perché il volume è minuscolo e la superficie relativamente grande.
Una ceramica spessa accumula calore e lo restituisce lentamente, quindi la bevanda resta nella finestra giusta per qualche secondo in più. Una parete sottile fa il contrario: per scaldarsi sottrae calore al caffè, e la temperatura scende subito.
Da qui nasce l'abitudine dei bar di tenere le tazzine sopra la macchina. Non è scenografia. Una tazzina lasciata a temperatura ambiente arriva in tavola già in svantaggio, e la differenza si sente soprattutto sul finale, dove le note dolci lasciano il posto a una percezione più asciutta.
A casa non serve uno scaldatazze. Sciacquarle con acqua calda e rovesciarle un istante prima di erogare basta e avanza. Chi ha una macchina con piano superiore in metallo può semplicemente lasciarle lì fra un caffè e l'altro.
Vale anche il contrario, e lo dimentichiamo spesso: una tazzina bollente presa direttamente dalla lavastoviglie appena finita brucia le note più delicate. Calda va bene, rovente no.
La forma decide dove arriva la crema
L'interno della tazzina da espresso è tondeggiante e stretto sul fondo per una ragione precisa: il getto che scende dal portafiltro viene raccolto al centro e rimescolato invece di spiaccicarsi su un piano.
Il risultato è una crema più uniforme, che si richiude sulla superficie invece di aprirsi a chiazze. In una tazza a fondo largo e piatto la stessa crema si allarga, si assottiglia e svanisce prima di arrivare alle labbra.
Il bordo conta quanto il fondo, anche se ci si pensa di rado. Un bordo sottile appoggia meglio e lascia arrivare il liquido in un flusso stretto, più al centro della lingua, dove si percepiscono meglio dolcezza e corpo. Un bordo molto spesso allarga il flusso verso i lati, dove l'acidità si sente di più.
Il colore interno ha un effetto meno tecnico ma reale: su una parete bianca la crema si legge, si vede se è compatta o se ha già ceduto. È la ragione per cui quasi tutte le tazzine professionali sono bianche dentro, qualunque cosa succeda fuori.
Porcellana, gres o vetro
Il materiale non è un dettaglio estetico, perché cambia sia la capacità di trattenere il calore sia il modo in cui la tazzina invecchia.
La porcellana è cotta ad alta temperatura e risulta densa e poco porosa. Trattiene bene il calore anche con pareti relativamente sottili, non assorbe odori e non si macchia. È il motivo per cui resta lo standard nei bar.
Il gres ha pareti in genere più spesse e una massa termica maggiore, quindi tiene il caldo più a lungo. In compenso è più pesante, e la superficie interna spesso è smaltata in tinta, il che rende meno leggibile la crema.
Il vetro ha un fascine evidente per le bevande a strati, dove serve vedere latte e caffè separati. Per l'espresso però è la scelta peggiore in termini di temperatura, a meno che non sia a doppia parete: in quel caso l'aria fra i due strati fa da isolante e il risultato è ottimo.
Un'ultima nota pratica, che vale per tutti i materiali: le tazzine molto usate si micro-graffiano all'interno e con il tempo trattengono residui grassi che alterano il gusto. Un ciclo periodico con un detergente specifico per caffè risolve, e non è la stessa cosa del semplice lavaggio.
Le misure che contano davvero
Le capienze non sono arbitrarie, e sbagliarle è l'errore più comune che vediamo.
Per l'espresso la tazzina sta in genere fra i sessanta e i novanta millilitri di capienza totale, per accogliere venticinque o trenta millilitri di bevanda. Sembra sproporzionato, ma quello spazio vuoto serve: trattiene gli aromi sopra la crema e li convoglia verso il naso mentre si beve.
Una tazzina troppo grande disperde quegli aromi e fa sembrare misero un caffè che misero non è. Una troppo piccola manda la crema oltre il bordo.
Per il cappuccino si sale a centocinquanta o centottanta millilitri, con una forma più aperta che lascia spazio alla schiuma e permette di disegnarla. Usare una tazza da cappuccino per un espresso è il modo più rapido per rovinarlo.
Per il caffè da moka la logica è la stessa dell'espresso ma con qualche millilitro in più, perché l'estrazione è meno concentrata e il volume in tazza leggermente superiore.
Come sceglierla senza complicarsi la vita
Tre criteri bastano, e si controllano in negozio in trenta secondi.
La prenda in mano e ne senta il peso. Per l'espresso conviene una ceramica che pesi, perché il peso in questo caso è massa termica.
Guardi dentro, controcorrente rispetto all'abitudine di guardare fuori. Il fondo dovrebbe restringersi verso il centro e l'interno essere chiaro.
Verifichi la capienza riempiendola d'acqua, se può. Una tazzina che a occhio sembra giusta è spesso più grande del necessario.
Il resto è gusto personale, e nel reparto accessori e tazze la scelta è ampia. Se prepara soprattutto in moka valgono le stesse regole con una capienza leggermente maggiore, e se usa un sistema a capsule o cialde conviene partire dal volume che eroga la macchina, non dall'estetica.
Un'ultima cosa che vediamo spesso e che costa nulla correggere: tazzine perfette usate fredde. È lo spreco più facile da evitare di tutta la catena, e richiede cinque secondi di acqua calda.
Se ha dubbi su quale formato serva per la Sua macchina, ci contatti. Il team Maracatú è a disposizione.
Immagine: tazzina da espresso in porcellana, Balise42, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons).
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