La moka: come preparare un buon caffè a casa e come prendersene cura
La moka, una presenza in tante case italiane
La moka è una delle caffettiere più diffuse nelle case italiane. In molte famiglie accompagna la colazione, il dopo pranzo e la pausa del pomeriggio.
È nata in Italia negli anni Trenta e, nella sua forma più conosciuta, ha un corpo ottagonale che la rende riconoscibile a prima vista.
Il suo successo si spiega con la semplicità: nella versione classica si usa sul fornello, non ha bisogno di corrente elettrica, occupa poco spazio e, con un po' di cura, può durare molti anni.
C'è poi il gusto. Il caffè della moka ha un carattere tutto suo, diverso dall'espresso del bar e da quello delle capsule, e per molte persone è semplicemente il caffè di casa.
Preparare un buon caffè con la moka non richiede abilità particolari, ma alcuni piccoli accorgimenti aiutano a ottenere un risultato migliore.
In questa guida scopriamo come funziona la moka, quale caffè scegliere, come prepararla passo dopo passo e come prendersene cura nel tempo.
Vediamo anche come si colloca rispetto agli altri modi di preparare il caffè a casa, dalla cuccumella napoletana alle cialde e alle capsule.
Come funziona la moka: le tre parti e il principio
La moka è composta da tre parti principali, che si avvitano una sull'altra:
La caldaia, la parte inferiore, che si riempie d'acqua. Sul suo lato si trova la valvola di sicurezza, un piccolo elemento che lascia uscire la pressione in eccesso.
Il filtro a imbuto, che si appoggia nella caldaia e accoglie il caffè macinato. Il suo tubo centrale scende fino alla parte bassa della caldaia.
Il raccoglitore, la parte superiore con il manico e il beccuccio, nella quale il caffè sale e viene raccolto. Al suo interno si trovano un secondo filtro a piastra e la guarnizione che lo tiene in sede.
Il principio di funzionamento è semplice. Quando la moka viene messa sul fuoco, l'acqua nella caldaia si scalda e, nello spazio chiuso, si forma una pressione.
Questa pressione spinge l'acqua verso l'alto, attraverso il tubo del filtro a imbuto e poi attraverso il caffè macinato.
Passando tra la polvere di caffè, l'acqua ne estrae aromi e sostanze e arriva nel raccoglitore già trasformata in caffè.
Per questo il risultato in tazzina dipende da pochi elementi: l'acqua, il caffè macinato, il calore e lo stato della moka stessa.
Anche l'acqua influisce sul gusto finale: abbiamo approfondito l'argomento nel nostro articolo dedicato all'acqua e al gusto del caffè.
Quale caffè scegliere: miscela e macinatura
La scelta del caffè è uno degli aspetti più importanti per il risultato in tazzina.
Il primo elemento da considerare è la macinatura. Il caffè macinato per la moka è generalmente più grosso di quello per l'espresso, perché l'acqua attraversa la polvere con una pressione molto più bassa rispetto a quella di una macchina espresso.
Per questo, quando possibile, è preferibile scegliere un macinato pensato per la moka oppure, se macini i chicchi a casa, una macinatura media.
Una polvere troppo fine può rendere più difficile il passaggio dell'acqua, mentre una troppo grossa tende a dare un caffè più leggero.
Se vuoi capire meglio le differenze tra i vari gradi di macinatura, puoi leggere la nostra guida alla macinatura del caffè.
Chi ha un macinacaffè può scegliere il caffè in grani e macinarlo al momento, poco prima della preparazione: è un modo semplice che aiuta a conservare una parte degli aromi.
Chi preferisce la praticità trova nel macinato una soluzione pronta all'uso, da tenere ben chiusa dopo l'apertura.
C'è poi la miscela, e qui non esiste una scelta migliore per tutti: dipende dai gusti personali.
Chi ama un caffè intenso e corposo può orientarsi verso le miscele più decise, mentre chi preferisce un gusto più morbido può scegliere una miscela più delicata e aromatica.
Per chi desidera ridurre la caffeina esiste anche il caffè decaffeinato macinato per moka, che riduce notevolmente la caffeina ma non la elimina completamente.
Nel nostro reparto caffè in grani e macinato trovi diverse proposte, con miscele e macinature differenti, da scegliere in base ai tuoi gusti e alle tue abitudini.
Tra queste ci sono anche le miscele macinate per la moka di Bialetti, insieme alle caffettiere dello stesso marchio, in base all'assortimento del momento.
La preparazione passo dopo passo
Preparare il caffè con la moka è un gesto che molte persone ripetono ogni giorno quasi senza pensarci. Vale comunque la pena ripassare i passaggi principali, perché ogni dettaglio contribuisce al risultato.
Il primo passaggio riguarda l'acqua. La caldaia si riempie senza superare il livello della valvola di sicurezza, in modo che resti libera.
C'è chi parte da acqua fredda e chi preferisce versarla già calda: sono abitudini diffuse, non regole, e in caso di dubbio le istruzioni della tua moka restano il riferimento migliore.
Si passa poi al filtro a imbuto, che va riempito di caffè macinato e livellato, senza pressare la polvere.
Pressare il caffè, come si fa con l'espresso, qui non è necessario: una polvere troppo compatta può rendere più difficile il passaggio dell'acqua.
Prima di chiudere, può essere utile togliere la polvere rimasta sul bordo della caldaia, in modo che la guarnizione aderisca bene. Il raccoglitore si avvita con una presa decisa, senza forzare.
La moka si mette sul fornello a fiamma moderata. Un calore troppo forte tende a far salire il caffè troppo in fretta e può influire sul gusto; quando possibile, la fiamma non dovrebbe sporgere oltre il fondo della caldaia, anche per non scaldare il manico.
Dopo qualche istante il caffè comincia a salire nel raccoglitore. Quando il flusso rallenta e la moka inizia a gorgogliare, il caffè è salito e si può togliere dal fuoco.
Toglierla dal fuoco a questo punto aiuta a evitare che l'ultima parte dell'estrazione, quando nella caldaia resta poca acqua, possa rendere il caffè più amaro.
Prima di versare, una mescolata con un cucchiaino nel raccoglitore aiuta a uniformare il caffè, perché la prima parte salita e l'ultima possono avere un'intensità diversa.
A questo punto il caffè è pronto da versare in tazzina, al naturale o con lo zucchero, secondo le preferenze. Nel nostro reparto accessori e tazzine trovi tazzine di forme e misure diverse.
Pulizia e piccola manutenzione
Una moka ben tenuta può accompagnarci per molti anni. Bastano pochi gesti, da ripetere con regolarità.
Dopo ogni utilizzo, quando la moka si è raffreddata, è consigliabile svuotare il filtro dai fondi e sciacquare tutte le parti con acqua.
Asciugarle bene e lasciarle all'aria prima di rimontarle aiuta a evitare odori e tracce di umidità.
Un'abitudine molto diffusa è lavare la moka solo con acqua, senza detersivo, per non alterare il gusto del caffè. Non si tratta però di una regola valida per tutti i modelli e i materiali.
Con il tempo alcune parti si consumano. La guarnizione, in particolare, può perdere elasticità: in questo caso può capitare che il caffè fuoriesca dal punto di giunzione o salga a fatica.
Guarnizione e filtro a piastra sono parti di ricambio e possono essere sostituite, scegliendo i ricambi adatti al modello e alla misura della propria moka.
Un altro controllo utile riguarda la valvola di sicurezza, che dovrebbe rimanere pulita e libera da residui e calcare, in modo da poter funzionare correttamente.
C'è poi la questione dei piani a induzione. Non tutte le moka sono adatte: alcune funzionano solo su fornelli a gas o piastre elettriche, altre sono progettate anche per l'induzione.
Prima di usare una moka su un piano a induzione è quindi importante verificare sulla confezione o nelle istruzioni che sia compatibile. Esistono anche appositi adattatori, ma anche in questo caso vale la pena seguire le indicazioni del produttore.
Secondo una tradizione diffusa, una moka nuova viene usata una o più volte solo per preparare caffè che poi non si beve, prima del primo utilizzo vero e proprio. Non si tratta però di una regola obbligatoria.
In ogni caso, per la pulizia e la manutenzione, è sempre preferibile seguire le istruzioni del produttore, che possono cambiare da un modello all'altro.
La moka e gli altri modi di preparare il caffè a casa
La moka non è l'unico modo di preparare il caffè a casa, e ogni metodo può essere una buona scelta per chi cerca un certo tipo di risultato.
Un parente della moka è la cuccumella, la caffettiera napoletana, che lavora in modo diverso e dà un caffè dal carattere proprio. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sul caffè napoletano e la cuccumella.
C'è poi chi, soprattutto al mattino, cerca velocità e praticità. In questo caso le cialde e le capsule possono essere una buona scelta: il caffè è già dosato e la preparazione richiede pochi gesti.
Tra i formati disponibili nel nostro assortimento ci sono le cialde ESE da 44 mm, da usare con le macchine a cialde, e diverse capsule compatibili con i sistemi più diffusi.
Ogni sistema ha le sue caratteristiche e non esiste una scelta migliore per tutti: dipende dalle abitudini, dal tempo a disposizione e dal gusto che si cerca.
Anche la tazzina ha il suo ruolo. Forma, spessore e temperatura possono cambiare la percezione del caffè, con la moka come con l'espresso. Abbiamo approfondito l'argomento nel nostro articolo su perché la tazzina da caffè conta.
Un piccolo gesto che vale anche per la moka è scaldare la tazzina con un po' d'acqua calda prima di versare il caffè.
In conclusione, la moka resta uno dei modi più semplici e apprezzati di preparare il caffè a casa. Un caffè macinato adatto, un po' di attenzione nella preparazione e qualche gesto di cura nel tempo possono fare la differenza nella tazzina di ogni giorno.
Se hai dubbi sulla macinatura, sulla miscela o sulla moka più adatta alla tua cucina, contattaci: il team Maracatú è sempre a disposizione per aiutarti a scegliere.
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