Il caffè nel cinema e nella cultura pop: dalla tazzina al bicchiere da asporto
Un gesto quotidiano diventato linguaggio
Da oltre quindici anni vendiamo caffè, e da altrettanto tempo osserviamo una cosa curiosa: il cinema parla di caffè in continuazione, quasi sempre senza nominarlo.
Una tazzina bevuta in piedi al bancone racconta fretta e appartenenza. Un bicchiere di carta portato per strada racconta una città che corre. Una caffettiera condivisa al tavolo racconta una famiglia.
I registi usano il caffè perché è un gesto che tutti riconoscono al primo sguardo. Basta cambiare la tazza, il luogo o il ritmo, e il significato cambia con loro.
Per questo il caffè attraversa ogni genere, dal poliziesco alla commedia romantica, con ruoli sempre diversi: pausa, pretesto, tregua, dichiarazione.
In questo articolo guardiamo tre tradizioni dello schermo: l'espresso del cinema italiano, il caffè americano del diner e la tazza attorno alla quale vivono le serie televisive.
Alla fine passiamo alla pratica, perché il momento di caffè che sullo schermo funziona così bene si può ricreare a casa con pochi accorgimenti.
L'espresso nel cinema italiano: bancone, tazzina, rito
Nel cinema italiano il caffè sta quasi sempre ai margini dell'inquadratura, eppure manca di rado: nel bar di quartiere del neorealismo, nelle commedie dei grandi caratteristi, nelle cucine dove borbotta la caffettiera.
Il bar è il vero palcoscenico. Nei film del dopoguerra è il luogo dove si cercano lavoro e notizie, e la tazzina al bancone è spesso l'unico lusso rimasto ai personaggi: piccola, rapida, dignitosa.
Le commedie hanno poi trasformato l'ordinazione in un ritratto: c'è chi pretende il caffè preparato in un modo precisissimo, chi lo offre per farsi perdonare, chi lo rifiuta per orgoglio. Dieci secondi al bancone e il personaggio è già disegnato.
La scena più celebre resta però quella di Eduardo De Filippo: il caffè preparato sul balcone e raccontato passo per passo, come un piccolo trattato di filosofia domestica.
Da queste immagini nasce l'idea che l'espresso sia un rito prima che una bevanda: gesti precisi, porzione piccola, tempi rapidi ma mai sciatti.
E la tazzina è protagonista quanto il caffè: sul perché spessore, forma e materiale cambino davvero l'esperienza abbiamo scritto un articolo dedicato.
Diner, caraffa e bicchiere da asporto
Il cinema americano racconta un caffè completamente diverso: filtrato, abbondante, servito in tazze spesse che la cameriera del diner riempie di nuovo senza che nessuno lo chieda.
Il diner è il parente lontano del nostro bar: un luogo democratico dove poliziotti, camionisti e sognatori siedono allo stesso bancone. La caraffa di vetro che passa fra i tavoli è uno dei gesti più filmati della storia dello schermo.
Quel caffè non è un rito da trenta secondi ma una presenza continua: accompagna interrogatori, confessioni e lunghe notti, e la tazza mezza piena segnala che la conversazione non è finita.
La serie Twin Peaks ha reso omaggio proprio a quella tazza di caffè nero del diner, trattandola con una serietà affettuosa che l'ha trasformata in un piccolo culto.
Poi c'è il bicchiere da asporto, forse il simbolo più riconoscibile di tutti: il detective che cammina veloce con il caffè in mano racconta una città che non si ferma, e il coperchio di plastica diventa quasi un distintivo.
Dallo stesso mondo arriva la passione per il caffè freddo nel bicchiere trasparente, cresciuta sullo schermo insieme alla cultura dell'asporto: a chi desidera provarla con calma dedichiamo la nostra guida al caffè freddo preparato in casa.
Le serie e la tazza come luogo d'incontro
Le serie televisive hanno dato al caffè un terzo mestiere: non rito individuale, non carburante, ma luogo dove le storie si incrociano.
La sitcom Friends ha reso il divano della caffetteria un salotto collettivo: gli amici si ritrovano lì ogni giorno, e la tazza fra le mani è il segnale che la conversazione può cominciare.
Le serie ambientate in ufficio hanno fatto lo stesso con l'angolo del caffè: è lì che nascono confidenze, alleanze e piccoli complotti, molto più che nelle sale riunioni.
La formula funziona perché replica una verità quotidiana: davanti a una tazza parlare è più facile, le mani sono occupate, i silenzi sono ammessi e nessuno ha fretta di concludere.
Gli sceneggiatori lo confermano con una scelta precisa: quando due personaggi devono davvero dirsi qualcosa, la scena si sposta quasi sempre attorno a un caffè.
Quella pausa da ufficio ha ormai una versione domestica: le capsule compatibili con i sistemi Nespresso®, Dolce Gusto® e Lavazza A Modo Mio® della nostra sezione dedicata ai sistemi preparano la tazza del dialogo in meno di un minuto.
Come girare la Sua scena del caffè
Ricreare a casa un momento di caffè da film non richiede un set: bastano tre elementi che qualsiasi scenografo riconoscerebbe al volo.
Il primo è il recipiente giusto per il ruolo. Una tazzina spessa per l'espresso all'italiana, una tazza ampia per il caffè lungo da divano: nella sezione accessori e tazze trova entrambe le famiglie.
Il secondo è un caffè che regga il primo piano: chicchi freschi, macinati poco prima dell'estrazione, scelti nel nostro caffè in grani e macinato secondo il momento della giornata.
Il terzo è il tempo, l'elemento che il cinema cura di più. La scena funziona quando nessuno guarda il telefono: cinque minuti in cui il caffè è l'attività principale e non lo sfondo.
Aiutano anche i dettagli di regia: la luce della finestra al mattino, la sedia buona invece dell'angolo del piano di lavoro, la caffettiera lasciata borbottare senza fretta.
Se poi desidera un tocco americano, prepari una porzione più lunga e la beva accanto a qualcuno: come abbiamo visto, quella tazza serve alla conversazione più che alla caffeina.
I titoli di coda spettano a Lei
Il cinema ci ha insegnato che il caffè racconta chi lo beve: la tazzina veloce del bancone, la tazza paziente del diner, il bicchiere che attraversa la città.
La parte migliore è che questa scena non ha bisogno di comparse né di permessi: si gira ogni mattina nella Sua cucina, e la sceneggiatura la scrive Lei.
Da oltre quindici anni aiutiamo i nostri clienti a trovare il caffè adatto al proprio rituale, dall'espresso in grani alle capsule per tutti i sistemi, fino alle cialde ESE.
Se ci racconta come e quando beve il caffè, Le suggeriamo con piacere due o tre referenze da provare: ci contatti e costruiamo insieme la Sua scena perfetta.
Immagine: poltrone di cinema, reynermedia, CC BY 2.0 (Wikimedia Commons).
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