La caffeina e il sonno: come godersi il caffè senza rinunciare al riposo
Un piacere che accompagna tutta la giornata
Da oltre quindici anni vendiamo caffè, e fra le domande dei clienti ce n'è una che non passa mai di moda: come godersi la tazzina del pomeriggio, o quella dopo cena, senza pagarla la notte.
Il tema riguarda chiunque ami il caffè, perché in Italia la giornata ne è scandita: l'espresso del mattino, quello dopo pranzo, spesso una pausa a metà pomeriggio e, al ristorante, la tazzina che chiude la cena.
Allo stesso tempo il riposo è diventato un argomento sempre più presente, e capita che qualcuno rinunci del tutto al caffè della sera per paura di dormire male.
La buona notizia è che le due cose possono convivere. Serve capire come agisce la caffeina, conoscere il proprio ritmo e distribuire le tazzine con un po' di criterio.
Scriviamo da bottega, con l'esperienza di chi ogni giorno consiglia miscele e formati a persone con orari e abitudini molto diverse fra loro.
In questo articolo raccontiamo che cosa suggeriscono gli studi e quali abitudini consigliamo in negozio. Restiamo sul piano informativo: per esigenze particolari il riferimento è sempre il Suo medico.
Che cosa fa la caffeina nel corpo
Durante le ore di veglia il cervello accumula adenosina, una molecola che segnala la stanchezza: più se ne deposita, più forte diventa la spinta verso il sonno.
La caffeina somiglia all'adenosina quanto basta per occuparne i recettori. Il segnale di stanchezza non sparisce, arriva solo attutito, ed è per questo che dopo un caffè ci si sente più lucidi.
L'effetto però non è eterno. Il fegato smaltisce la caffeina poco alla volta e gli studi suggeriscono che il processo richieda in genere diverse ore, con differenze notevoli da persona a persona.
Gran parte della velocità è scritta nei geni. Alcuni metabolizzano in fretta e dormono sereni anche dopo il caffè della cena, altri sentono ancora la tazzina di pranzo quando spengono la luce.
Contano poi l'età, alcuni farmaci e l'abitudine: chi beve caffè ogni giorno sviluppa in genere una certa tolleranza agli effetti più vistosi.
Per questo diffidiamo dei consigli universali. Il punto di partenza più onesto è osservare con calma come reagisce il proprio corpo.
L'orario dell'ultima tazzina
Sull'orario giusto la ricerca offre indicazioni prudenti, non regole ferree.
Gli studi suggeriscono che la caffeina assunta nelle ore vicine al sonno possa allungare il tempo necessario ad addormentarsi e alleggerire le fasi più profonde del riposo.
Ne deriva un principio semplice: fra l'ultimo caffè con caffeina e il letto conviene lasciar passare diverse ore, e molti trovano naturale fermarsi nel primo pomeriggio.
C'è però un dettaglio che raccontiamo spesso al banco. Chi si addormenta benissimo dopo un espresso serale non si sta necessariamente ingannando: addormentarsi, semplicemente, non è tutto.
Alcune ricerche indicano infatti che la qualità del sonno possa cambiare anche quando prendere sonno non è un problema, con una notte un po' più leggera e frammentata del solito.
La caffeina abita anche fuori dalla tazzina: tè, cola e cioccolato ne contengono quantità minori, che nel conto della serata entrano comunque.
Il modo più pratico di capirlo resta un piccolo esperimento personale: qualche giorno con l'ultima tazzina anticipata, e poi un confronto onesto su come ci si sveglia al mattino.
Il decaffeinato e le alternative della sera
Rinunciare al rito della sera non è necessario: la tazzina dopo cena può cambiare contenuto senza cambiare gesto.
La prima strada è il decaffeinato. Quello moderno ha poco da invidiare al caffè classico, perché i metodi attuali rimuovono quasi tutta la caffeina rispettando gli aromi: ne abbiamo descritto il processo in un articolo dedicato al decaffeinato.
Il suo gusto, va detto, negli ultimi anni è migliorato sensibilmente, e molti clienti che lo provano la sera finiscono per tenerlo volentieri anche per il pomeriggio.
La seconda strada è l'orzo, una tradizione italiana che merita più attenzione di quanta ne riceva: naturalmente privo di caffeina, caldo e rotondo, adatto anche alle serate in famiglia.
Chi usa una macchina a capsule trova ormai versioni decaffeinate per tutti i sistemi più diffusi, da Nespresso® a Dolce Gusto®, da Lavazza A Modo Mio® a Caffitaly®: nella sezione dedicata ai sistemi raccogliamo le compatibilità.
Lo stesso vale per chi preferisce la carta: fra le nostre cialde ESE 44 il decaffeinato è una presenza stabile.
Il consiglio che diamo più volentieri è tenere in dispensa entrambe le opzioni: il decaffeinato per la voglia di caffè vero, l'orzo per le sere in cui si cerca soltanto qualcosa di caldo.
Formati e ritmo della giornata
La quantità di caffeina dipende dal formato più di quanto si creda. Un espresso ne contiene meno di una tazza grande di caffè filtro, per la semplice ragione che il volume è minore.
Chi passa la giornata con un mug accanto alla tastiera assume caffeina in modo continuo, mentre la tazzina concentra il piacere in pochi sorsi e chiude lì il conto.
Un ritmo che funziona per molti è questo: i caffè più decisi al mattino, quando il corpo li accoglie meglio, un espresso dopo pranzo e, dal pomeriggio in avanti, formati piccoli o già decaffeinati.
Vale la pena ricordare che il numero di intensità stampato sulle confezioni di capsule descrive gusto e corpo, non il contenuto di caffeina: ne abbiamo scritto nella guida alla scala di intensità.
Anche la miscela aiuta. Fra i nostri caffè in grani e macinato ci sono profili morbidi e tostature delicate che si prestano al pomeriggio meglio delle miscele più robuste.
Nessuna di queste abitudini chiede sacrifici: si tratta di spostare le tazzine nella giornata, non di toglierle.
Il caffè e il riposo possono convivere
Il messaggio che ci sta a cuore è sereno: non serve scegliere fra il caffè e una buona notte.
Conoscere il proprio ritmo, anticipare l'ultima tazzina con caffeina e affidare la sera al decaffeinato o all'orzo basta, nella maggior parte dei casi, a proteggere il riposo senza togliere nulla al gusto.
Ogni abitudine è personale, e ciò che funziona per un cliente può deludere un altro: per questo suggeriamo cambiamenti graduali, una variabile alla volta, con qualche giorno di pazienza.
Vale anche la pena ricordare che il caffè della sera è spesso più rito che bisogno di energia: il calore, l'aroma, il momento a tavola. Quel rito si può conservare per intero, cambiando soltanto ciò che c'è nella tazzina.
Se desidera comporre una dispensa equilibrata, con un caffè deciso per il mattino e una soluzione gentile per la sera, La aiutiamo volentieri a scegliere.
Il nostro team conosce prodotti e compatibilità dei vari sistemi: ci contatti e Le proporremo una combinazione adatta alla Sua macchina e alle Sue serate.
Immagine: caffè su tavolo di legno, HungryHuy, CC BY 2.0 (Wikimedia Commons).
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