Il caffè a Natale: tradizioni delle feste dalla Vigilia alla Befana
Dalla Vigilia alla Befana: il calendario del caffè
Nelle feste di fine anno la tazzina cambia ruolo: diventa il momento in cui la tavola si ferma e la famiglia resta seduta a parlare.
Il calendario italiano è lungo: il cenone della Vigilia, in molte famiglie a base di pesce, il pranzo di Natale, Santo Stefano con gli avanzi riscaldati, poi Capodanno e, per chiudere, la Befana. In ognuna di queste giornate il caffè arriva in un momento diverso e con un compito diverso.
Il mattino di Natale è forse quello più riconoscibile. Prima che la cucina si riempia di pentole, la moka è spesso la prima cosa che va sul fuoco. Nata negli anni Trenta, in alluminio e a otto facce, è rimasta il simbolo del caffè fatto in casa.
Per quel caffè vale la pena usare un macinato pensato per la caffettiera, con una grana un po' più grossa di quella da espresso. Nel nostro assortimento Bialetti trovi sia le moka sia le miscele macinate per moka, nelle versioni classica, intensa e decaffeinata.
Il caffè dopo il pranzo di Natale e l'ammazzacaffè
Il pranzo di Natale in Italia è lungo per definizione: antipasti, un primo, spesso un secondo, poi il dolce.
Proprio per questo il caffè di fine pranzo è quasi sempre un espresso corto, senza latte: una tazzina pulita e decisa che chiuda il pasto, non una bevanda che lo prolunghi. Una miscela con una buona quota di robusta e una crema fitta regge bene anche dopo il panettone.
Poi arriva l'ammazzacaffè, un'abitudine tutta italiana: un bicchierino di liquore o distillato servito dopo il caffè, per chiudere la sequenza dolce, espresso, digestivo. La sua funzione è spegnere il gusto del caffè e segnare la fine del pasto. Al Nord è spesso una grappa, al Sud un limoncello, altrove un amaro alle erbe.
Il caffè corretto è una cosa diversa: qui la piccola quantità di grappa, sambuca o brandy finisce direttamente nella tazzina. Ne abbiamo parlato nella nostra guida al caffè nei cocktail. Qualche idea per il bicchierino di fine pranzo è nella nostra selezione di liquori, distillati e bollicine, dalle grappe al Liquore Strega di Benevento. In entrambi i casi la misura è piccola: deve accompagnare il caffè, non sostituirlo.
Panettone e pandoro: come abbinarli al caffè
Il panettone nasce a Milano: un impasto lievitato a lungo, ricco di burro, con uvetta e scorze di agrumi candite. Il pandoro arriva da Verona, dove fu brevettato alla fine dell'Ottocento: forma a stella a otto punte, pasta soffice senza canditi e la nuvola di zucchero a velo sopra.
Due dolci diversi chiedono due caffè diversi. Il panettone classico ha già molta aromaticità propria: un espresso equilibrato, di tostatura media, lo accompagna senza coprirlo. Il pandoro è più neutro e burroso: qui un caffè con più corpo e un pizzico di intensità in più dà il contrasto giusto. A colazione, con il latte, pandoro e cappuccino sono un classico che non ha bisogno di spiegazioni.
Per le versioni farcite, al cioccolato, al pistacchio o con le creme, ti consigliamo un espresso corto senza zucchero: il dolce è già abbondante e un caffè amaro fa da bilancia. Sul rapporto tra dolcezza e amaro abbiamo scritto un post a parte, caffè e zucchero, che vale anche per la tavola di Natale.
Nel nostro reparto panettoni e prodotti artigianali trovi la scuola siciliana di Fiasconaro, con lievito madre, agrumi, pistacchio e cioccolato di Modica, e quella piemontese di Galup, con la glassa alle nocciole, oltre ai panettoni e pandori farciti alla crema di Liquore Strega.
Torrone, croccanti e gli altri dolci delle feste
Accanto ai lievitati, sulla tavola di Natale c'è quasi sempre il torrone, uno dei dolci più antichi delle feste italiane: Cremona lo lega a un banchetto nuziale del Quattrocento, Benevento rivendica una tradizione ancora più lunga, e la Sicilia ha la sua versione morbida con mandorle e pistacchi.
Con il caffè il torrone chiede attenzione. Miele, zucchero e frutta secca formano un blocco di dolcezza compatto, e un caffè delicato sparisce. Meglio un espresso con corpo e una tostatura un po' più scura, oppure un caffè della moka ben estratto, che ha meno crema ma più lunghezza in bocca.
Tra i dolci che proponiamo per le feste c'è la pasticceria di Strega Alberti, la casa di Benevento che dal 1860 produce il Liquore Strega: torrone tenero, croccantini al caffè e al cioccolato, torroncini e praline. Un consiglio pratico: a fine pasto proponi un solo dolce alla volta accanto al caffè. Panettone, torrone e cioccolatini tutti insieme nello stesso piatto confondono il palato, e il caffè smette di avere un ruolo.
Il caffè per tanti ospiti: moka grande, cialde e capsule
Il problema vero delle feste non è quale caffè servire, ma come servirne dieci o dodici tutti insieme, caldi, senza restare in cucina mentre gli altri parlano.
La soluzione tradizionale è la moka grande. Una caffettiera da sei tazze o più fa un giro di tavola in un colpo solo. Riempi il filtro senza pressare, tieni la fiamma bassa e toglila dal fuoco appena inizia a gorgogliare: la moka che borbotta a lungo dà un caffè bruciato.
Chi ha una macchina a cialde ha un vantaggio. Le cialde ESE da 44 mm si preparano una dietro l'altra, e le confezioni grandi coprono tutte le feste. Con le capsule il punto di forza è la varietà: un decaffeinato per chi beve il caffè alle undici di sera, un orzo o un ginseng per chi non lo vuole, la miscela intensa per chi lo prende sempre ristretto.
Poi ci sono le tazzine. Una tazzina fredda abbassa subito la temperatura dell'espresso: prima di servire, passale sotto l'acqua calda o lasciale sopra la macchina. Un vassoio, i piattini e un bicchiere d'acqua accanto completano il servizio come al bar.
Santo Stefano, Capodanno e Befana: il caffè dei giorni dopo
Il 26 dicembre il caffè torna a fare colazione. Il panettone avanzato, tagliato a fette e passato un minuto in padella o nel tostapane, con un cappuccino accanto, è uno dei piccoli riti di Santo Stefano che meritano di restare.
A Capodanno il caffè arriva tardi, dopo la mezzanotte, quando il cenone è finito e la serata continua. In quel momento molti preferiscono un decaffeinato, che oggi ha un gusto molto vicino al caffè normale.
Il 6 gennaio la Befana riempie le calze di dolci e carbone di zucchero, e il proverbio dice che l'Epifania tutte le feste porta via. È l'ultimo giorno in cui il caffè si prende con calma, con i torroncini avanzati, prima che la moka torni al ritmo normale della settimana.
Se non sai quale miscela scegliere per il tuo pranzo di Natale o quale formato è più pratico per tanti ospiti, contattaci: il team Maracatú è a disposizione per consigliarti.
Prodotti popolari
Tutti i prodotti
Di più
Di più su questo argomento
Di più
Guida alle capsule di caffè: come scegliere il tuo gusto ideale
Leggi l'articolo
5 Miti sul Caffè in Capsule
Leggi l'articolo
Come conservare correttamente il caffè e le capsule: consigli degli esperti
Leggi l'articolo
Sei un rivenditore? Accedi al listino B2B Maracatú in pochi passi!
Leggi l'articolo
Sistemi a capsule a confronto: Nespresso, Dolce Gusto, A Modo Mio, ESE e Caffitaly — quale scegliere
Leggi l'articolo
Come decalcificare la macchina del caffè: la guida pratica di chi vende caffè da oltre 15 anni
Leggi l'articolo
Caffè Borbone: guida alle miscele Rossa, Nera, Blu, Oro e Dek
Leggi l'articolo
La scala d'intensità del caffè: cosa significano davvero i numeri sulle capsule
Leggi l'articolo
Le origini del caffè: miti, leggende e la strada che porta alla tazzina italiana
Leggi l'articolo
La tostatura del caffè: i livelli e come cambiano il gusto nella tazzina
Leggi l'articolo
Il caffè espresso: come è nato il classico italiano
Leggi l'articolo
L'acqua e il gusto del caffè: l'ingrediente di cui nessuno parla
Leggi l'articolo